Le motivazioni dei partigiani

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Apr 14, 2018 05:54
Le motivazioni dei partigiani

Pavone introduce questo tema, riferendosi al vuoto istituzionale che causò alla necessità di consentire o dissentire. Vuol dire che gli individui non si sentivano più sicuri nei vecchi comportamenti obbligati verso lo Stato che sembrava a spezzarsi.
In primo luogo, l’autore spiega l’intenzione generale da parte dei partigiani. Per loro la Repubblica sociale creata dai fascisti non indicava più un governo legale. Cioè la scelta resistenziale non può essere semplificata come un atto di disobbedienza perché Pavone che aveva anche un significato di libertà.

In secondo luogo, Pavone indica i motivi individuali che sono “insopportabilità di un mondo {…} di ferocia; ribellione contro i soprusi; istinto di autodifesa; desiderio di vendicare un congiunto caduto; spirito di avventura; amore del rischio e insieme non piena cognizione di esso; tradizioni familiari; antifascismo di vecchia o di nuova data; amor di patria; odio di classe.” (p.31). Esistono nell’ambiente delle sofferenze diverse come la fame e la disoccupazione.

Ma siccome questi motivi individuali non bastano per far capire in fondo l’animo resistenziale, l’autore aggiunge l’individualità e la responsabilità concernente la scelta (p. 31).
Nel corso del movimento partigiano questa decisione individuale guadagnò anche un carattere collettivo. Su questo appartiene anche il fenomeno dell’inebriamento nello stato d’animo e ,,l’entusiasmo” (p.31). Testimoni partigiani informarono sul fatto che l’8 settembre gli diede “una nuova possibilità di vita” (p.27) perché c’era l’opportunità di cambiare “in meglio la società” (p.28). Inoltre, menziona una maturazione della gente espressa della riflessione in su stessi nel tempo fascista “{…} un desiderio di punirsi per le colpe proprie e della propria generazione: {…} ci sembrava {…} un compito civico.” (p.30) da cui interpreto anche una sfumatura eroica nel movimento partigiano.

Comunque, sottolinea la necessità di distinguere fra la scelta partigiana e quella dai fascisti repubblicani
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