L’articolo è un’intervista con il professore di giornalismo Alexand...

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Nov 17, 2017 01:18 italia berlusconi rai televisione corruzzione politica riassunto professore giornalismo società economia anni Novanta
L’articolo è un’intervista con il professore di giornalismo Alexander Stille che è anche l’autore della biografia di Berlusconi intitolato “Citizen Berlusconi”. Il professore descrive Berlusconi come un politico diverso perché mette al primo posto il suo stile di vita invece di un programma politico. Però allo stesso tempo ammette anche l’importanza del fatto che ha portato una nuova cultura ad Italia. Attraverso la privatizzazione della televisione ha creato il valore del “successo materiale”. Tutto questo gli fa sembrare una persona interessante.
Dopo quest’introduzione del professore, spiega lo sviluppo di questo cambio in Italia. Stille si riferisce allo show “Colpo Grosso” perché era uno show completamente differente dalla cultura tradizionale. Poi, spiega che negli anni Ottanta c’erano ancora due elementi profondi della società italiana. I valori degli italiani erano basati sulla chiesa cattolica e sulle idee comuniste. L’inizio dell’ “Ideologia del successo” approfondita attraverso la televisione che Berlusconi ha importato ad Italia, viene dagli Stati Uniti e da Inghilterra.
I giornalisti poi chiedono per il colpo più grosso di Berlusconi. Stille esplica che infatti tutta la sua carriera politica lo era. Negli anni Novanta era capo di un impero mediale, in un grande debito però.
Stava nel pericolo di perdere un programma di televisione e così gli viene in mente farsi primo ministero e l'uomo più ricco d'Italia secondo Stille. Per fare capire tutto questo, Stille aggiunge
l'effetto delle media sulla società. Questo assieme con il fatto che il sistema politico stava sull'influenza della Guerra Fredda e della corruzione ci fa capire che c'è stato un'opportunità di intervenire non-realizzata. Il caso Berlusconi è infatti molto più complesso a causa di questa corruzione.
Il politico aveva già creato tutta una rete di avocati e disfrutta le lacune del sistema giuristico.
Le sue strategie sono allungare i processi finché cadono in prescrizione e pagare testimoni per non parlare.
Dopo di aver ascoltato questo il giornalista fa un salto e apre il tema delle media poderose in grado di combattere un monopolista come Berlusconi. Stille però chiarisce la situazione. Esplica che Rai, trasmittente sociale, in realtà non è un concorrente. Così il “politico“ riesce a gagnare tanti soldi attraverso il suo monopole televisivo. L'unico mezzo di media che può trattare il caso Berlusconi criticamente è la Reppublica.
Nell'ultimo paragrafo i due trattano l'effetto misogino dei programmi di Berlusconi sulla società.
Stille deve ammettere che il movimento delle donne negli anni Ottanta sembra già scomparito e ancora più grave è il fatto che l'Italia ha la più bassa quota rosa della popolazione attiva.
Prima di finire, il professore sottolinea che la politica italiana è più aperta a corruzione perché Berlusconi aveva modificato il diritto di voto. In breve, gli italiani solo possono dare le loro voce per un partito ma non per un candidato.