La cultura fascista nel gruppo

La cultura fascista nel gruppo
In primo luogo, indico il fatto che il volontario si sente inizialmente bene insieme nel gruppo perché hanno gli stessi valori come la patria, la vendetta, la vittoria indispensabile per loro ma anche questa ,,nuova solidarietà” (p.108) che stringe il legame fra i soldati più stretto .
Ma in secondo luogo, a un certo punto il lettore nota che il protagonista si cambia. La sua curiosità di fare un’avventura e ,,[l’]euforia” (p.17) iniziale si trasformano in un amore della guerra che viene indicato con l’affermazione ,,La guerra è bella” (p.31). Nei diciotto mesi della sua marcia in cui viene affrontato dalle scene di sangue e di morti, il giovane sviluppa un ,,bisogno di colpire e di ferire” (p.111). In più, accetta la probabilità della propria morte per diventare uno degli ,,eroi neri” (p. 46). I volontari immaginano l’epoca della dopoguerra così ,,<<Un giorno ci sarà una pagina di storia per noi. I ragazzi di scuola leggeranno che quando tutto sembrò finito ci furono venti giovani…>>” (p.138). In breve, vuole ,,[m]orire per la Patria, per l’Idea” che ,,è un atto della [s]ua volontà.” (p.139). Quest’intenzione viene sottolineate nel romanzo tante volte nei canti del suo truppo:
,,Noi moriremo assieme,
Noi moriremo uniti….
Alza la gamba e fammela veder!” (p.237)
E quasi alla fine del romanzo cantano ancora:
,,Ecco la morte che va per le porte,
Va cercando il figlio del re,
Alzati presto che tocca a te!
Alzati presto che tocca a te!” (p.268)
Attraverso la canzone il lettore nota l’idea di una morte insieme con i camerati che non gli fa paura.