Da diverse fonti abbiamo un'immagine del sofista come un "...

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Aug 2, 2017 02:26
Da diverse fonti abbiamo un'immagine del sofista come un "esperto del sapere", una figura pubblica impegnata nell'uso pratico della sua conoscenza, ossia la formazione di cittadini che fossero attivi nella vita politica della polis (ad esempio, attraverso l'insegnanza della capacità di argomentare). Quest'attività lucrosa è criticato nei dialoghi socratici, secondo i quali Socrate è un personaggio assolutamente diverso ai sofisti. Seguendo la stessa via di ricerca dei sofisti (opposta a quella dei filosofi presocratici come i naturalisti ionici), Socrate è centrato nei problemi rilevanti alla società, come i valori (verità, bontà, ecc) e la natura dell'uomo.
La sua ricerca è, per così dire, una ricerca senza fine. Socrate, l'uomo più saggio secondo l'oracolo di Delfi, è consapevole della sua "ignoranza" (il sapere di non sapere). Dunque, la sua interrogazione dei cittadini di Atene non è un modo di diffondere le sue idee e dimostrare il suo possesso del sapere (l'ambizione dei sofisti). Invece, è un lungo esame di ciò in cui gli altri credono per arrivare alla conclusione che nessun uomo è realmente sapiente. Questa interrogazione ci condusse anche ad analizzare le nostre credenze e a cominciare una ricerca interminabile della saggezza. In questo modo, Socrate è dedicato all'educazione dei concittadini. Cosa insegnava lui agli uomini di Atene e ancora ci insegna a noi, dopo più di due mille anni? L'amore per il sapere e quindi, l'arte di vivere perché "una vita non soggetta a esame non è una vita per un uomo".