Carissima amica mia,

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Aug 14, 2017 06:07
Carissima amica mia,

Ho rifletto per giorni quello che mi hai detto l'ultima volta che ci siamo viste e voglio raccontarti una piccola storia.

Molti secoli fa, in una città circondata da cipressi e olivi, si ascoltava ogni notte la stessa melodia. Una melodia poco udibile, come il rumore delle foglie asciutte ballando con la brezza, ma di una bellezza straordinaria. Si diceva che era la canzone di un uccellino di piume multicolore. Esso, quando il sole spariva oltre l'orizzonte, si passeggiava per ogni giardino, fermandosi nei davanzali e cantado mentre gli abitanti dormivano. Durante il giorno, non si sentiva l'uccellino ma, cosa strana, molti ricordavano avere sognato con quella musica, che alleggeriva il cuore e dava chiarezza alla mente.
Era il tempo in cui i libri parlavano senza paura di essere bruciati e nessuno guardava il suo vicino con sfiducia.
Anni più tardi, la canzone dell'uccellino delle piume multicolore si tornò più e più debole e quasi nessuno poteva udirla. Una notte fredda e senza stelle, la melodia cessò di suonare.

Si crede che la città del racconto è Toledo, che fu il cuore di tre culture prima del ritorno delle guerre e l'odio. Purtroppo, col trascorso del tempo, tutti hanno dimenticato l'esistenza dell'uccello e nessuno sa dove trovarlo.

Oggi sogno con una nuova “Toledo", città che forse non ha mai esistito. Città dove la religione non è un muro che separa figli di uno stesso padre ma è un ponte di unione tra fratelli. Luogo dove il suono di campane e il canto del muezzin parlano lo stesso linguaggio che il riso di un bambino e il canto del ruscello.
Dicono che le religione sono delle barriere che impediscono l'unione di popoli diversi e l'avvento del progresso, che sono come una catena che non ci permette lasciare il passato e avanzare verso il futuro. ma nel cuore stesso di ogni religione si può trovare la forza che contraddice questa opinione: l'amore.

E allora, ti chiederei, perché questa discordia tra diverse religione, perché quest'odio, perché l'intolleranza?
Non lo so, ed è tanto difficile da capire!

Ma sono sicuro di qualcosa. L'uccellino non è morto. Chissà siamo noi che abbiamo perso l'abilità di ascoltare la sua musica! Chi aprirà le porte della gabbia dov'è incarcerato?

Ci vediamo presto!

Un forte abbraccio della tua amica che sta ancora cercando il misteroso ucello.